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Il patto tradito

Aggiornamento: 24 lug 2020

Io non so cosa pensi un cane quando scopre che il suo proprietario non lo vuole più, ma so che cosa provo io.

Il modo in cui faccio il mio lavoro è così particolare che per farlo bene devo entrare in sintonia sia con il cane che con il proprietario: ci si danno degli obbiettivi, si analizzano e poi prendo per mano uno e apro la strada all'altro; mi metto nei panni di chi prova frustrazione perché il cucciolo gli mangia il cuscino e cerco di aiutare quest'ultimo capendo cosa gli causi l'ansia che glielo fa mangiare.


Accolgo la frustrazione, il fastidio e l'esasperazione se il cane abbaia, tira, salta addosso, ri-plasmo con la ragione, do importanza ad uno per aiutare l'altro. Ascolto in silenzio storie di isolamento sociale perché alcuni non sanno, non riescono a capire ma si può essere condotti alla ragione, alla comprensione; perché questi corpi caldi e pelosi che se ne stanno appoggiati ai nostri, a quelli dei nostri figli mentre guardiamo la TV, che fanno la guardia sotto al letto mentre dormiamo, danno fiducia, accendono aree del nostro cervello che promuovono calma, quiete e rilassatezza perché abbiamo qualcuno su cui contare, è qualcosa a cui solo un folle potrebbe rinunciare.


Medio, dono una parte profonda di me per arrivare a comprendere, accogliere e crescere. Non è facile, non è per tutti ma io non mollo perché sento importante la responsabilità del mio lavoro ed ogni successo è il successo di tre: mio, del proprietario e del cane.


"...mi sento un mostro, ma non lo voglio più.." rimango sempre sgomenta, non mi abituo mai.

Ti tengono al telefono un'ora per avere il nominativo di una pensione per quando andranno in vacanza e poi ti dicono: ".. non è che per caso conosci qualcuno che vuole il mio cane?"

"..Eppure gli obbiettivi li abbiamo raggiunti!" replico io

"Sì ma è un impegno" confessano loro... l'hanno scoperto ora o forse l'hanno saputo da sempre ma la gioia del cucciolo, della novità, della buona azione li motivava, passati la fase cucciolo e finita la buona azione finita anche la pazienza.

Cani minacciati di soppressione " ..perché mi ricorda il mio ex", altri scacciati "assomigliava fisicamente a quello di prima ma non ha lo stesso carattere, l'altro sapeva già tutto senza che glie l'avessi insegnato"

Cani adottati già con storie pregresse tremende alle spalle, abbandoni, maltrattamenti... cani che avrebbero bisogno di punti fermi, sicurezze, carezze e tempo ed ora di nuovo non voluti, scacciati, abbandonati nell'anima.

Sarà che sono diversa ma ogni volta che succede invece di "essermi abituata" è una delusione più grande perché credo nelle persone e nelle loro potenzialità. Una volta mi domandavo perché non me ne ero accorta, forse ero andata troppo avanti lasciando il proprietario indietro; adesso cerco di fare cultura, di avvisare che un cucciolo può essere più impegnativo di un adulto, che i cani vanno adottati con certe caratteristiche, vorrei prevenire piuttosto che curare. Eppure ogni volta che succede è una pugnalata al cuore inaspettata, secca, mortale... O quasi, perché io sono un po' come i cani: divento diffidente ma mantengo la mia fiducia nell'umanità.

Anche in queste occasioni mi metto a disposizione cerco di capire e non giudicare, non voglio convincere nessuno ma con raziocinio assieme ai proprietari ascolto, soppeso, valuto e cerco di fornire altre soluzioni. Ci sono casi in cui è servito, altri in cui è stato inutile.


Provo a calarmi nei panni dei proprietari rinunciatari e penso ai miei cani e alle le volte che ho pensato "Mollo! Lo faccio per loro, staranno meglio"... l'ho pensato! Quando ho avuto mia figlia e mi sono trovata in una provincia sconosciuta con 4 cani e senza lavoro e poi quando il lavoro poi mi ha tenuta molte ore fuori da casa... "Forse il mio australiano ha bisogno di stare con un pastore o di qualcuno che gli faccia fare attività, i miei levrieri qualcuno che li porti a correre tutti i giorni..."

Mi sono resa conto che creavo delle scuse per non mantenere gli impegni presi e per avere la vita più facile. I miei cani vogliono stare con noi, con me, se ho tempo di portarli a passeggiare nel bosco meglio, ma mentre scrivo ora dormono sereni vicino a me, perché di questo hanno bisogno: di me, come io sono e come posso essere. I cani si adattano, sono flessibili, sono nella famiglia e come tale interagiscono. Si può dare il meglio in tutte le occasioni, anche quando la vita cambia, è questo quello che insegno ai miei clienti, a mia figlia e a me stessa.



1986

Oltre la pelle, ho il cuore peloso del vostro cane e so che può essere spezzato perché, anche se lo picchiate, lo maltrattate, gli mettete un collare a strangolo, gli tirate un calcio o lo vestite da pagliaccio, vivrà per voi come mai nessun altro essere farà o vorrà fare.

Se non siete sicuri di un'adozione contattatemi e probabilmente vi metterò dei dubbi per cui che potreste cambiare idea ancora prima di prendervi un cane.


Sarò onesta come lo sarebbe il vostro cane, guardandolo vedrete le conseguenze delle vostre azioni passate, abbandonandolo scoprirete cosa vi siete riservati per il futuro.


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