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Hanno ucciso il capobranco

Aggiornamento: 7 gen 2019

"Eh il mio cane mi protegge ovunque io vada, attacca tutti i cani che vede!" diceva una signora, "Ah! Allora è un capobranco" le rispondeva un'altra

Oppure: "Il suo è maschio?Sìììì? Anche il mio, stia distante la prego!!!"

Ti è mai capitato di dirlo o sentirlo dire? Possibile che i cani maschi non possano stare senza il guinzaglio, che un cane appena liberato da questo vincolo possa pensare solo a uccidere un rivale per "dominanza da capobranco"?

...ma questo capobranco esiste oppure è una leggenda? Certo che esiste ma, per quello che ho sentito dire in giro, non corrisponde al quadro che ci siamo fatti e vi spiegherò perché.


Il cane aggressivo su tutto e tutti NON è dominante. Perché? Ragioniamoci: se la mia dominanza, cioè controllare un gruppo o un territorio, mi portasse continuamente ad azzuffarmi con tutti i cani che trovo molto rapidamente soccomberei: ogni cane mi farebbe una ferita ed ogni ferita mi indebolirebbe e mi renderebbe vulnerabile, rischiando una rapida morte, decisamente non una strategia evolutiva.

Essere dominante vuol dire essere sicuri di sé, sapersi controllare, valutare rischi e benefici, portare dei vantaggi a me e ad un gruppo, saper comunicare ed essere un leader.


Shutterstock/ File Photo

Inoltre molte persone ritengono che di dover essere dominanti con il cane: sgridandolo, dicendogli continuamente "NO", togliendogli continuamente la ciotola senza che ringhi, facendolo sedere ogni volta che loro lo ritengono (un po' a caso dico io) ,strangolarlo con un collare, "raddrizzarlo", fargli capire "Chi comanda", un cane che sottostà a queste regole, per molti, è un cane educato ... Facciamo un bel gioco: tutte queste cose "giriamole" nella nostra vita, con la persona che sta o vorremmo stesse al nostro fianco, che vorremmo ci proteggesse e ci facesse sentire sicuri. Immaginati la scena : siete a casa e ogni cosa che fai "non va bene", vai al ristorante e mentre mangi il tuo piatto preferito te lo toglie, poi te lo ridà e poi te lo toglie.... Se litighi con una amica ti dice "seduta", se vedi un vestito che ti piace dall'altra parte della strada "seduta", se vedi una persona che potrebbe essere un pericolo "seduta"... Eccheppalle!! (Taccio volutamente sulle parti dove ti schiaccia, ti umilia, ti mette un cappio al collo)

Una persona così io non la vorrei al mio fianco e la giudicherei anche abbastanza squilibrata.


In Tv ci propongono documentari su animali lontani: il loro ciclo vitale, l'habitat, la struttura sociale ma... cosa sappiamo del cane?

Il cane vive con noi ma non solo, il cane ha una struttura sociale ben precisa e vive in branchi, in piccoli gruppi o individualmente, anche allo stato selvatico e di questo, in pratica, non sappiamo niente... NIENTE! E' come se i delfini, le foche, i pesci, le balene per noi esistessero solo nel delfinari o nei centri marini e se dicessimo che tutto quello che è la loro vita e comunicazione è quello che vediamo in questi contesti.

Su questo NIENTE fondiamo la relazione con il nostro cane, umanizzando tanti comportamenti ("si abbracciano", "si danno i bacini", "non gliene frega niente dell'altro"), usiamo la parola capobranco ma non ne abbiamo mai visto uno "dal vivo", idealmente lo uccidiamo.


Non credo che una persona possa fare da capobranco ad un cane così come non credo che un cane possa farmi da capobranco: abbiamo tanti punti in comune ma anche tanti diversi ... però se ci tenete potete provare ad esserlo, nel modo giusto però (comunque sarete credibili come una scimmia che, vestita, pretende di essere il vostro capo ufficio).



Il cane, unica specie al mondo, vive con l'uomo e collabora con lui ed, onestamente, è molto più attento alla lettura del suo compagno umano che viceversa.

Tempo fa stavo facendo una lezione con Stefano ed il suo bellissimo pastore tedesco femmina, imponente e completamente inesperta di interazioni libera con i cani, lui vide un cane un centinaio di metri avanti e subito la postura delle sue spalle divenne rigida, Alaska in un istante iniziò ad essere guardinga e nervosa, il guinzaglio iniziò a tendersi. Bisognava valutare quanta paura aveva e prendere delle azioni che le avrebbero permesso di sentirsi più sicura: cambiare la nostra postura, valutare una traiettoria che le avrebbe dato la possibilità di capire che la cosa che la spaventava era gestibile, darle libertà di movimento gestendo correttamente il guinzaglio tenendolo morbido.

Stefano provò a rilassarsi, aumentò lo spazio e Alaska si rilassò: per me questa è la cosa più vicina all'essere un capobranco.


Michela e Yuma incontrano altri cani


Correre nei campi, rotolarsi a terra, giocare ovunque, capire cosa piace al mio cane, camminare serena e fidarmi di lui, leggerlo e farmi leggere, fa di me un capobranco o una dominante? Non credo ma ci dà consapevolezza e la consapevolezza rende sempre sicuri e la sicurezza non porta mai a crollare emotivamente nell'aggressività.

"Sii la persona che il tuo cane pensa che tu sia"



Per avere maggiori informazioni sui nostri corsi contattaci al numero 340 7775511

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