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Cane vecchio fa ancora buon brodo (ossia: non si smette mai di imparare)

Aggiornamento: 18 ott 2019

La mia esperienza mi ha portato a considerare che ci siano delle categorie di cani di cui le persone si preoccupano meno dal punto di vista dell'educazione e dei percorsi comportamentali: i cani di taglia piccola ed i cani di oltre 5 anni. Ovviamente non tutti non lo fanno (e non tutti ne hanno bisogno) ma la loro percentuale è maggiore rispetto a cani di taglia ed età differenti.

Perché?

Perché il morso di un cane piccolo non crea danni e basta sollevarlo da terra con un veloce movimento del guinzaglio... una specie di Chihui-jumping 😅

Mentre un "cane vecchio è troppo vecchio per imparare..."

Ma non c'è niente di più sbagliato!!

Mi commuovo sempre molto quando i compagni umani di cani appartenenti a una di queste due categorie mi contattano... non per insegnare al cane ad "ascoltare" ma per farlo stare bene perché, è evidente, che all'origine di uno, o una serie di comportamenti, ci sia una malessere di base che non può essere "cancellato" con una serie di seduti, terra e resta. L'obbiettivo comune è il benessere, una vecchiaia serena ed un bel rapporto.



Tenete bene a mente due parole che saranno molto importanti e che tutti possono usare: PERCHÉ e DIPENDE


Milla è una maltesina di 9 anni, kg 2.7 di "pura energia banzai": quando vedeva un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla distanza a cui vi si trovava, ci si lanciava contro, bocca in resta; evidentemente mossa da uno spirito suicida. La perfetta candidata per le due categorie da me sopra elencate: di taglia piccola, età oltre i 5 anni.

PERCHÉ Milla si comportava così? Analizzando il suo vissuto Milla era sempre stata trattata come "il cane piccolo e bianco": pipì sul tappetino perché le dava fastidio bagnarsi le zampette sull'erba anche da adulta, spesso tenuta in braccio e, vista la sua piccolissima taglia poca possibilità di avere interazioni con altri cani per la paura che venisse ferita o schiacciata.


Milla, maltese di 9 anni

I cani hanno autostima? Non saper o poter stare con i consimili mi farebbe sentire peggio o meglio? DIPENDE (ed eccola l'altra parola): se non fossi in grado di gestirli: peggio, se invece fossi in grado e lo volessi: meglio.

Cosa potrebbe portarmi a volerli incontrare o, quantomeno, non "esplodere" quando li vedo? Una buona autostima di me, stare con dei consimili (altri cani) che mi accompagnino ad una crescita emotiva e la sicurezza dello stare con qualcuno (il mio proprietario) che è in grado di tutelare il mio benessere comprendendo e partecipando attivamente alle mie interazioni.


E' molto più facile a dirsi che a farsi, ma il primo passo è partito dai proprietari di Milla che, stanchi di vederla stare così male quando vedeva un altro cane mi hanno contattata. Fortunatamente il mio lavoro è creare delle strade, assieme a chi si rivolge a me, per imparare ad affrontare le difficoltà imparando a gestire lo stress, "disinnescare" l'esplosione emotiva che porta certi cani a delle reazioni così parossistiche.


Milla dopo un po' di sessioni si era "abituata" a stare in presenza di alcuni cani ma era evidente che l'abitudine non le portasse benessere: posso abituarmi a qualcosa che non mi piace ma se posso scegliere lo evito. Quindi siamo tornati molti passi indietro ed abbiamo cominciato a lavorare sul ciò che la faceva stare bene in certi ambienti, attraverso la calma, l'olfatto e il problem solving e per la prima volta lei si è distesa a terra sull'erba alta, non perché glie l'avessimo chiesto ma perché si sentiva abbastanza sicura per farlo e, per lei, in mondo pieno di insidie che la portavano a stare perennemente all'erta, è stata una delle più grandi conquiste.




Per Nikà, femmina, 9 anni, taglia media proveniente da un'isola del Sud il problema erano le persone: andar loro incontro su un marciapiede era veramente troppo.

"Improvvisamente" non reggeva lo stress ed esplodeva spaventando molto i passanti e specialmente i proprietari che non si sentivano mai sicuri di portarla in giro in luoghi pubblici. PERCHÉ?

Da una lettura della postura questa intelligentissima cagnolina camminava come se il peso delle preoccupazioni la inchiodasse a terra: testa a ciondoloni ed andatura pesante; la passeggiata era una vera e propria tortura, guinzaglio sempre teso e "Speriamo di non trovare nessuno!".

Tutti i cani amano camminare con i proprietari? DIPENDE!

Dipende da dove sono, se considero l'ambiente un problema e dalla relazione che ho con il mio compagno di passeggiate... Se ci fosse qualcosa che mi spaventa moltissimo per strada e la persona che passeggia con me non se ne accorgesse e mi obbligasse a seguirla legata ad una corda, dopo un po' di tempo, sarei costretta a prendere autonomamente una serie di decisioni: provare a scappare, scaricare tutta la mia ansia magari gridando oppure allontanare in malo modo chi mi spaventa.... ed ecco i cani che provano a sfilarsi la pettorina, abbaiano costantemente, saltano addosso con finto intento giocoso oppure minaccioso nei confronti di chi incrociano.

Nikà ed i proprietari hanno iniziato un brevissimo percorso imparando come gestire al meglio il guinzaglio, valutando le difficoltà ed i luoghi e, specialmente per i proprietari, imparando ad essere un referente ricettivo per gli stati emotivi del cane, imparando a leggere la parte della comunicazione del loro cane che richiedeva spazio ed aiuto.

E' stato meraviglioso! Come se Nikà ci avesse detto: "..ma ci voleva tanto?!?"...era lì pronta ed aspettava questo cambiamento da tanto tempo e l'ha subito abbracciato.

La sua camminata è diventata arzilla e giocosa, scodinzolava e guardava i suoi compagni umani negli occhi, senza cibo e senza condizionamenti... era come se avessimo spostato un albero che bloccava il naturale corso del fiume.


Nikà: splendida ed intelligentissima meticcia di 9 anni


"Imparare" non è legato all'età o alla taglia del cane ma dall'oggettivo miglioramento della qualità delle sue emozioni basandosi anche sulla presenza del proprietario.

Un compagno umano che desidera il benessere del suo cane è il primo a voler mettersi in gioco imparando l'effettiva comunicazione, gli stati emotivi e valutando la reale difficoltà di alcuni ambienti e situazioni

La tenerezza e la saggezza del cane anziano saranno così finalmente libere da ansie e paure e la strada da percorrere assieme ai loro compagni umani diventerà serena, piacevole, lunga e rilassante come una passeggiata d'autunno.





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